
Il precoce abbandono scolastico, è tra le principali cause di povertà educativa in Campania; il progetto è riferito ai comuni di Bacoli, Pozzuoli e Monte di Procida. I dati risultanti dall'osservazione del territorio sono allarmanti, infatti, si registra un'elevata dispersione scolastica che costituisce, in gran misura, una delle cause di ingresso dei ragazzi nel mondo dell'illegalità e della criminalità. A tal proposito, nel progetto ho previsto una serie di azioni organiche e strutturate con l'obiettivo di cercare di arginare il fenomeno, favorendo lo sviluppo delle competenze e abilità utili ai fini del completamento del percorso di studi e, aumentando la conspevolezza nei giovani e nelle famiglie dell'importanza dell'istruzione.
Il progetto, iniziato nel 2023 terminerà nel 2025; nel 2023/2024, rispettivamente da aprile a dicembre (escluso luglio e agosto) e da aprile a dicembre, ho organizzato con i ragazzi laboratori relativi alla legalità, valori e regole a partire dalla Costituzione italiana (Art. 2 - diritti e doveri), (Art. 3 diversità e uguaglianza), sviluppo del senso civico e appartenenza a una comunità, bene comune, giustizia, responsabilità e collaborazione; con le classi ho lavorato, attuando dinamiche e tecniche interattive (dialogo, lavori di gruppo, letture di articoli di cronaca, film). Durante il percorso si sono ripresi i concetti di Regola, analizzando qualche situazione in cui erano presenti regole da rispettare, analizzando vari benefici che la regola porta al singolo e alla comunità; con gli studenti, ho continuato con alcune riflessioni sui doveri e sui diritti, per arrivare al concetto di “regola giusta”. Successivamente, ho voluto proporre una discussione che facesse luce su quali e quante sono le scene di oppressione, ingiustizia e illegalità che si perpetuano nella vita quotidiana dei ragazzi, soprattutto a scuola.
Di seguito il numero dei partecipanti suddiviso per semestre e anno:
Primo semestre 2023 Ragazzi Partecipanti n° 31
Secondo semestre 2023 Ragazzi Partecipanti n° 54
Primo semestre 2024 Ragazzi Partecipanti n° 24
Secondo semestre 2024 Ragazzi Partecipanti n° 24
Primo semestre 2025 Ragazzi Partecipanti n° 50
Secondo semestre 2025 Ragazzi Partecipanti n° 18
Ma non solo. A piccoli gruppi, hanno narrato situazioni di ingiustizia, prepotenza con tratti di omertà e connivenza di molti, troppi spettatori, e poi, una alla volta, hanno trasformato queste situazioni in occasioni di giustizia, difesa, collaborazione, denuncia, proponendo possibilità concrete, senza fingere di essere dei “super eroi”, ma con le loro forze, la loro cultura. Con i ragazzi, siamo giunti quindi a riflettere su cosa porta o non porta ciascuno di noi ad agire, a mettersi a fianco di altri per il bene comune, per la libertà, per “rimuovere gli ostacoli” e dalle loro parole è emersa l’ignoranza (nel senso di “non sapere”), la paura, il pensare che “non ce la faccio”, l’indifferenza, ma anche il bisogno di saperne di più, di non fermarsi all’apparenza di fronte alla diversità dell’altro, il coraggio, la speranza, un impegno a non rimanere chiusi e indifferenti.
Nel laboratorio “Essere Cittadini“, ho anche adottato la metodologia della “Peer Education“, ovvero, un gruppo di ragazzi, opportunamente formati da educatori professionali qualificati, sono diventati divulgatori versi i loro pari, delle competenze acquisite; hanno appreso che la scuola è la prima grande istituzione da rispettare e da rafforzare, perché è nella scuola che avviene il passaggio di consegna tra le generazioni e dove si impara a svolgere un ruolo attivo nella comunità; inoltre, ho attivato dei “micro-progetti“ che hanno coinvolto anche le famiglie e i residenti del territorio. Si è andato a completare il percorso di Educazione alla legalità e al senso civico dal punto di vista educativo, approfondendo il sistema delle regole, dei valori e delle motivazioni che ne stanno alla base. Con i ragazzi ho preferito rimanere nello spazio di educazione civica e legalità, evitando di affrontare argomenti più complessi, come lo studio delle mafie e della criminalità che richiederebbero una conoscenza pregressa ed uno studio più approfondito; li ho, invece, accompagnati a rivisitare il loro quotidiano e leggerlo in un’ottica di cambiamento, dove anche io – semplice studente - posso agire per la giustizia, per dare voce a chi non ha voce, per la dignità e la libertà di tutti. Molto importante è stata la presenza dei docenti in aula durante il nostro intervento, non solo per una questione formale, ma soprattutto sostanziale, proprio perché siano loro a continuare i discorsi con la classe e prendersi cura del mantenere vivo l’interesse a educarci tutti alla legalità.